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Sara Ruffato: il libero de Il Baule-Fruvit

1 gennaio 2012 2.542 visite Stampa articolo Stampa articolo

La rodigina Sara Ruffato, detta Ruffy, gioca con Il Baule-Fruvit ormai da tre anni, è una classe 1986 e ricopre il ruolo di libero, in passato ha militato anche con la squadra rodigina della SteMi Housing nel 2008, l'anno della promozione in B1.

Quando hai iniziato a giocare a pallavolo?

«Ho iniziato a giocare quando avevo otto anni»

Come mai proprio con la pallavolo?

«In quel periodo, cioè quando avevo otto anni, guardavo i cartoni di Mila e Shiro, me li ricorderò per sempre, sono sttai loro che  mi hanno spinto verso la pallavolo. Sono partita considerando il gioco uno svago, ma poi è diventata una vera e propria passione».

Hai sempre e solo fatto pallavolo o hai anche praticato qualche altro sport?

«Sempre e solo pallavolo».

Adesso tu fai il libero, hai ricoperto qualche altro ruolo prima di questo?

«Ho fatto la banda fino all'età di 15 anni, poi vista anche la mia altezza, sono passata all'attuale ruolo».

Chi ti ha passato al ruolo di libero?

«È stato Marchetto, che era il mio allenatore quando giocavo con l'Under 19 della SteMi»

Ti piace questo ruolo?

«Da matti. Non lo cambierei con nessun altro ruolo al mondo».

Da quanto tempo sei con la tua attuale squadra?

«Sono tre stagioni che sono a Santa Maria Maddalena»

Come ti trovi?

«Con la squadra sicuramente molto bene. Siamo un gruppo molto amalgamato. Siamo sempre tutte disponibili l'una per l'altra, in caso di bisogno le compagne ci sono sempre, siamo sempre presenti tutte a tutti gli allenamenti e ci divertiamo anche molto, e poi Pietro è eccezionale».

L’esperienza più bella che hai fatto nella pallavolo?

«Sicuramente con la SteMi quando abbiamo ottenuto la promozione dalla B2 alla B1, e poi l'anno scorso con la Fruvit quando abbiamo vinto i play off e abbiamo ottenuto la promozione in B2».

Che qualità  pensi debba avere una giocatrice per essere apprezzata dal tuo allenatore?

«Prima cosa voglia di fare, di arrivare sempre su tutto, non arrendersi mai in qualsiasi caso, non dire io questo non so farlo o non sono capace,  con lui bisogna sempre fare. Tanto prima o poi, se non subito, i risultati si vedono».

La volta che una compagna ti ha fatto arrabbiare?

«Ma dirò che sono anni che non mi arrabbio. Magari c'è qualche momento durante la partita ma poi finita la partita tutto finisce lì».

La volta che tu hai fatto arrabbiare una compagna?

«Sempre. Sempre perché ho un bel caratterino».

L’azione più importante che ti ha visto protagonista?

«Ce ne sono diverse. Un po' in ogni partita, ogni palla difesa è un'azione importante. Ma forse in particolare la partita di campionato disputata contro la Beng, con i vari recuperi che si facevano e che permettevano di proseguire il gioco».

Il tuo sogno nel cassetto?

«Trovarmi un lavoro!. Una volta mio sogno era quello di riuscire ad arrivare a giocare in serie A ma ora appunto è quello di riuscire a trovare un lavoro».

Vuoi aggiungere qualcosa?

«Vorrei dire a chi pratica questo sport della di farlo con passione e con tanto cuore».

Fino a quando giocherai?

«Spero tanto, non dico quarant'anni ma quasi».

Iole Sturaro

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