Home » vari

Lo sport italiano dal 1946: il 1959

Agnelli diventa presidente della Figc
1 gennaio 2012 856 visite Stampa articolo Stampa articolo

E' l'anno che precede i Giochi olimpici di Roma e lo sport dilettantistico raccoglie le energie in vista del più grande avvenimento sportivo che mai si sia svolto nel Paese.

Il calcio attraversa un momento di crisi. All'enorme sviluppo di questi anni e al successo della schedina Totocalcio non hanno fatto riscontro strutture adeguate.

Dall'agosto 1958, dopo le dimissioni di Onorino Barassi da Presidente, la FIGC è gestita da un Commissario straordinario, Bruno Zauli.

Dopo un anno di assiduo lavoro la gestione commissariale si conclude con una riforma di notevoli proporzioni. L'organizzazione viene articolata su tre leghe principali: professionisti, semiprofessionisti e dilettanti; una quarta lega comprende il settore giovanile. Viene soppresso il Consiglio nazionale delle leghe e confluiscono nel Consiglio federale sia il potere esecutivo sia quello legislativo. Nell'agosto la crisi è risolta e viene eletto alla presidenza Umberto Agnelli.

Intanto Nicola Pietrangeli conferma il suo grande talento vincendo gli internazionali di Francia. Mentre Ubbiali si riconferma mondiale nella 125 e nella 250.

Piera Castelvetri è iridata nelle figure di sci nautico ed europea di slalom, figure, combinata e squadre.

Nel pugilato Duilio Loi e Piero Rollo mantengono gli scettri europei ed il leggero Vecchiatto lo conquista.

Antonio Maspes si conferma re della velocità pro: fessionisti e Gasparella è mondiale tra i dilettanti.

Umberto Agnelli ha vinto la sua prima battaglia alla ribalta federale superando con stile e coraggio l'imprevisto scoglio delle schede bianche, chiarendo col limpido senso democratico il suo rapporto con l'assemblea e infine dando un saggio della sua personalità e delle sue intenzioni attraverso l'enunciazione pacata, realistica e ferma del suo programma.

Ciò che va soprattutto sottolineato in questa sede è il tono con cui il giovane dirigente torinese ha esposto le linee della sua azione futura, un tono che oltre a riflettere maurità e consapevolezza, indica una collaborazione già in atto fra i settori e gli uomini di maggiore esperienza che hanno unanimemente convogliato i loro favori su Agnelli al di fuori delle manovre e delle sospette nostalgie dell'ultima ora.

[...] Ha parlato ( e sorriso) con lieve emozione, garbatamente, quasi con timidezza e senza mai togliere le mani dal tavolo per evidente inesperienza oratoria, avendo l'aria del giovane principe che le cure di un precoce regno hanno strappato all'età dei giochi. Eppure quanto buonsenso, quanto istintivo orgoglio del comando sotto quella tenera scorza!

Maurizio Barendson, Calcio Illustrato. 13 agosto 1959

Noi calciatori, che pure siamo accusati di essere snob e disamorati e venali e spassionati, sentiamo l'avvicinarsi del campionato come un cacciatore «fiuta» l'apertura della caccia. lo come gli altri, e forse più degli altri, dal momento che sono ormai quattordici i miei anni di «naja» bianconera, ho in me quest'attesa.

Non sono più giovane, ma ho tanta voglia di giocare. Le polemiche di questi giorni sul mio ruolo non riguardano questo discorso: io parlo di voglia di giocare in senso assoluto, correre dietro alla palla rotonda sui prati verdi, lottare con l'avversario, conoscere l'ebbrezza del gol ed anche, suggestivamente delusivo, il pathos per un pallone che lambisce la traversa, per un dribbling non riuscito.

La previsione più facile, sul campionato che va a incominciare, è quella di un bel campionato. Le squadre forti sono restate tali, quelle deboli — in senso relativo — si sono, almeno in parte, rafforzate. Permettetemi di annoverare tra le squadre forti la Juventus, !'Inter, il Milan, la Fiorentina; ma poi permettetemi di porre quasi sul loro piano — in linea puramente teorica, che ci penserà il campionato ad eliminare od accentuare quel «quasi» — anche la Roma, ad esempio. Permettetemi di considerare con molta attenzione il Bologna e la Sampdoria e il Genoa e la Lazio e il Napoli di Frossi. Permettetemi di temere, come ogni anno vanno temute, quelle squadre che, prive di grandi ambizioni, tengono autorevolmente il passo delle cosiddette «grandi». Come attaccante, ma soprattutto come appassionato del gioco del calcio, voglio augurare, a me ed a tutti, che il catenaccio trovi sepoltura nelle menti dei tecnici. Il football non ha bisogno di essere umiliato da ripieghi tattici che fanno affidamento sulla distruzieme, quando non si arrivi addirittura alla violenza. Sono il primo a sapere che il calcio, gioco «ragionato», pretende accortezza in difesa e punisce severamente ogni faciloneria: ma l'eccessiva paura ammazza lo spettacolo, e noi, che al successo di questo spettacolo siamo sommamente interessati, dobbiamo impedire che si commetta questo delitto.

Vorrei anche che questo fosse il campionato della gioventù. Credetemi, tanto e tale è l'amore che porto al gioco del calcio che non mi dispiacerebbe di sentirmi, alla fine del campionato, vecchio e... fuori corso, purchè fossero emersi chiaramente dei giovani. Già altre volte, gentilmente invitato a scrivere, affermai che il mio più grande desiderio sarebbe quello di riunire una quindicina di giovani particolarmente dotati, estrarli dalla giungla del campionato, coltivare le loro doti tecniche, assestarli in una formazione-tipo, con le sue brave riserve, e poi, gradualmente, «lanciare» questa formazione in confronti con squadre assai forti. Ci troveremmo, bell'è fatta, la nazionale azzurra, una fortissima nazionale azzurra.

Giampiero Boniperti, Calcio Illustrato, 10 settembre 1959

 Rito antico

Il «via»! Rito antico, il primo passo del primo uomo, Icaro, la marcia di Olimpia, la partenza dei Crociati, di Cristoforo Colombo, di Lindberg, l'operazione Normandia, lo Sputnik! Grandioso pensiero di ciò che comincia, un'idea di Dio presa dagli uomini per dar vita alle loro inarrestabili tentazioni.

«Via!», scusatemi, anche del 42.o Giro d'Italia, in questo giorno di maggio del secolo astrofisico. Che vale andar tanto per il sottile? Questi centrotrenta pedalatori entreranno ogni sera, per l'antica porta, nei borghi delle nostre città, le staffette motociclistiche rintaneranno nei vicoli le ansie e i dolori della buona gente per aprire la strada a questa grande festa che gli immaginifici chiamano, Dio li perdoni, il «serpente multicolore»...

[...] Il 42.o Giro d'Italia non si annuncia certo peggiore di quello passato. Direi, al contrario, che quanto di meglio Torriani poteva sperare per dar vita ad una corsa degna della tradizione, è stato felicemente raggiunto. Avremo Anquetil e Baldini dei quali era stata incerta, sino alla vigilia, la partenza. Non avremo invece Fausto Coppi ...Il suo è un piccolo dramma che rischia di smarrirsi e rimanere inascoltato fra due generazioni di sportivi. La prima, quella dei suoi tempi, vive di nostalgia e gli rimprovera di voler tentare una impossibile reviviscenza, la seconda, quella cresciuta negli anni del declino, insegue altre ruote e lo ha già collocato nel Museo delle cere. Eppure, se questa indecifrabile folla sportiva non vuole insinuare nel mio cuore il primo sospetto sulla sua fantasia, dia a Coppi ciò che di diritto gli spetta: il buon ricordo, tollerante più che si possa, della purissima qualità della sua intelligenza sportiva ...l'ultimo cartello dell'agiografia popolare, l'estremo incitamento che ha già sentore di epigrafe, scriviamo come si fa nei musei: «Fausto Coppi, ciclista del XX sec., di razza rarissima che si estingue con l'esemplare».

Sergio Zavoli, Stadio, 16 maggio 195

 Fonte: Dal Volume “1946- 1986 quarant’anni di Sport Italiano” La Fondazione Giulio Onesti; Testi: Mario Pennacchia, Alfonso Fumarola, Giacomo Mazzocchi.

 Fotografie: Ansa, Archivio Gianni Clerici, Archivio CONI, Giuseppe Armenise, Centro Documentazione Mondadori (Cegani, De Biasi, Del Grande, Galligani, Lotti, Marchi, Merisio, Mori, Pino), Achille Compagnoni (Museo Nazionale della Montagna "Duca degli Abruzzi", Torino), Dufoto, Farabola, Fotocronache Olympia, La Gazzetta dello Sport, Liverani, Alessandro Marchesi, Overseas, Pochat (Tennis de France), Publifoto.

Redazione

0 Vota!


ARTICOLI CORRELATI

  • NESSUN ARTICOLO CORRELATO

 

You need to log in to vote

The blog owner requires users to be logged in to be able to vote for this post.

Alternatively, if you do not have an account yet you can create one here.

Powered by Vote It Up