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Quando l’unione fa la forza

1 dicembre 2011 1.820 visite Stampa articolo Stampa articolo

Nella stagione più triste per il calcio rodigino che ha visto la presidenza Scerra cancellare con un colpo di spugna, dopo l’infruttuoso quanto grottesco tira e molla ingaggiato con la cordata Calanca – Pasquali, la pluriennale e gloriosa storia del Rovigo Calcio (e solo il buon Dio sa oggi se il presidente passerà alla storia per aver riportato, dopo 56 anni, nel 2006 il calcio del capoluogo in serie C o per averlo fatto sparire dalla storia del football italico, n.d.r.), si è affacciata nel panorama del calcio polesano una bella realtà che nel campionato di serie D, da neo promossa, sta facendo vedere i “sorci verdi” a molte squadre anche di blasone, come l’Union Venezia una delle nobili decadute che gioca per non fallire, ancora una volta quest’anno, il ritorno tra i professionisti (e non facciamoci ingannare dal risultato maturato, qualche giorno fa, nel primo match di vertice tra deltini e lagunari perché ce ne sarebbero da dire e ridire…., n.d.r.) .

Stiamo parlando del Delta Porto Tolle, la terribile matricola che partecipa quest’anno per la prima volta al campionato di serie D, inserita nel girone C,  e che ha trovato in Giacomo Marangon un bomber prolifico e di razza, sorvegliato speciale dalle difese avversarie, ed in mister Fabrizio Zuccarin un condottiero capace di motivare e disegnare schemi efficaci che hanno fatto del Delta una delle migliori squadre dalla serie A giù, giù fino alla Lega Nazionale Dilettanti.

La favola del Delta merita di essere raccontata perché è un esempio di come si possa ancora essere competitivi  grazie alla programmazione  ed  all’umiltà che hanno reso la squadra basso polesana imbattibile  protagonista delle grandi cavalcate che l’hanno vista dominare nelle ultime tre stagioni, dalla Promozione alla serie D, sempre con mister Zuccarin al timone! Il presidente Mario Visentini può andare orgoglioso e fiero dei suoi ragazzi e del suo staff di collaboratori per il fatto che, in pochi anni, hanno saputo mettere in piedi una bella realtà del calcio nostrano, una realtà da prendere come esempio.

L’esplosione del Delta 2000 Porto Tolle è avvenuta progressivamente fin dall’inizio del nuovo secolo quando, con lungimiranza, le tre realtà calcistiche presenti nel Comune di Porto Tolle, accantonando campanilismi e rivalità storiche, si sedettero attorno ad un tavolo per iniziare a disegnare un progetto comune, un progetto che potesse portare il basso Polesine verso il calcio che conta. Così, dalla fusione della S.S. Carpano Cà Venier, dell’A.C. Porto Tolle e della S.S. Polesine Camerini, nasce nell’estate del 1999 l’U.S. Delta 2000 che l’anno successivo parteciperà al campionato di Prima Categoria.

Le tre anime sulla quale si fonda la nuova Società rappresentano da anni le tre frazioni del Comune di Porto Tolle. Ognuna era dotata di un proprio impianto sportivo ed ognuna portava, nel nuovo club, la propria pluriennale esperienza maturata nei tanti anni d’attività.  Il progetto si basa su tre pilastri principali: fusione delle prime squadre; razionalizzazione dei settori giovanili che potendo contare su un bacino di utenza più esteso, avrebbe potuto dar vita ad un settore giovanile completo in tutte le categorie su, su fino alla Juniores per poi proporre i giovani alla prima squadra;  terzo, ma non ultimo, per dare un segno di continuità la conferma del tecnico Fabrizio Zuccarin già allenatore del Polesine Camerini!

Cà Venier e Portotollese sono le realtà più antiche sul territorio vantando entrambe, come anno di fondazione, il 1966. Risale a un lustro dopo invece, era il 1971, l’anno di fondazione del Polesine Camerini. Tutte e tre le realtà sportive del Delta, partite dalla Terza Categoria, campionato dopo campionato si sono affermate salendo fino alla Prima Categoria con la punta massima raggiunta dalla Carpano nel campionato di Promozione. Risultati buoni si, ma progressivamente iniziò a serpeggiare l’idea che si sarebbe potuto ottenere molto di più unendo le forze. Da che mondo è mondo infatti, si sa, che  “l’unione fa la forza” ed è da questa certezza che alla fine degli anni ’90 si iniziò a parlare di fusione tra le tre realtà del territorio portotollese. Un’idea che, alla luce dei fatti, si è rivelata un successo. Dal 2000 infatti la nuova società calcistica ne ha fatta di strada, scalando categoria dopo categoria ed ottenendo tre promozioni consecutive nelle ultime tre stagioni disputate. Un ruolino di marcia straordinario per la compagine deltina.

Il segreto del successo, che sta dando ottimi frutti anche quest’anno, sta tutto nella filosofia che mister Zuccarin ha saputo inculcare nello spirito e nel gioco dei suoi ragazzi, la stessa filosofia che nello scorso mese di Novembre, subito dopo l’ennesimo successo ottenuto di misura sul Montebelluna ed a sole due settimane dal match clou con il Venezia, gli ha fatto dichiarare che lui, quest’anno, punta al secondo posto in classifica.  Umiltà ed impegno che fanno la differenza in campo; caratteristiche che permettono al Delta Porto Tolle di essere una squadra molto competitiva in tutti i reparti tanto da vantare una delle difese meno battute della serie D ed uno degli attacchi più prolifici, numeri che alla lunga potrebbero fare la differenza, soprattutto quando il Delta, dopo le “Feste”, lascerà lo storico “Bettinazzi” di Adria, che ha ospitato le partite casalinghe dei deltini in questa prima fase del torneo, per tornare a giocare a Porto Tolle nel nuovissimo impianto che ospiterà la squadra rivelazione dell’ultimo triennio, unica rappresentante polesana rimasta nel massimo campionato nazionale per dilettanti.

Auguriamoci allora che la bella favola del Delta Porto Tolle possa proseguire quanto più a lungo possibile perchè Rovigo e la sua Provincia meritano di godere dello spettacolo del grande calcio e sembra proprio che la spinta per il rilancio possa venire proprio dal profondo Delta, grazie ad una squadra giovane, guidata da un tecnico esperto e che ha dimostrato di essere un vincente, anche perché può contare su una Società seria e che ha fatto della programmazione un must.

Sono queste le basi che hanno permesso ai portotollesi di ritagliarsi uno spazio importante nel panorama del football nostrano e di raccogliere quel testimone lasciato dal Rovigo Calcio. Dopo tutto i colori sono gli stessi, il bianco e l’azzurro che hanno fatto la storia del pallone polesano.

Raffaello Franco

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