L’importanza della pratica sportiva – parte seconda
Il muscolo scheletrico
La funzione del muscolo è quella di contrarsi e rilassarsi. L’uomo è dotato di tre tipi di muscoli: lisci (muscoli involontari), adibiti al controllo della tonicità delle pareti dei visceri e la loro attività è sotto il controllo del sistema nervoso involontario; striati ( muscoli volontari), adibiti, sotto il controllo della volontà, a promuovere il movimento dei muscoli scheletrici; cardiaco, che pur avendo le caratteristiche dei muscoli volontari, si comporta come quelli lisci e fa funzionare il cuore come una pompa.
I muscoli volontari han
no diverse forme e dimensioni e ogni uno di loro ha una funzione specifica. Può intervenire nel movimento singolarmente favorendolo (agonista), o frenandolo (antagonista), o agendo con altri muscoli per realizzare un movimento più complesso (sinergico) o stabilizzando le articolazioni (fissatore).
Il muscolo striato è generalmente costituito da un ventre carnoso e da due estremità tendinee (ma può assumere anche forme diverse). La parte contrattile del muscolo è costituita da centinaia di fibre muscolari che a loro volta sono composte da un considerevole numero di miofibrille, che a loro volta sono ripartite in sarcomeri.
In una miofibrilla sono presenti, in particolare, due proteine importanti: actina (12%) e miosina (60%) che, unendosi, formano l’actomiosina e consentono la contrazione del muscolo. E’ inoltre presente anche un pigmento rosso, la mioglobina. Questa proteina trattiene una piccola quantità di ossigeno per le necessità immediate che si presentano nel corso delle contrazioni muscolari. I costituenti del muscolo sono, oltre alle proteine, carboidrati, grassi, sostanze estrattive azotate (creatina, urea e simili), sostanze estrattive non azotate come ad esempio l’acido lattico, pigmenti, enzimi e sali minerali.
Non tutte le fibre muscolari rispondono nella stessa maniera all’impulso nervoso: vi sono fibre più adatte a resistere ad uno sforzo prolungato (fibre rosse), ed altre che al contrario rispondono con esplosività (fibre bianche) ad uno sforzo che però è di breve durata. Le fibre rosse hanno un metabolismo energetico prevalentemente aerobico, mentre le bianche traggono energia dal glicogeno che si trova stoccato nel muscolo e producono acido lattico senza l’intervento di ossigeno (anaerobico).
La relazione consueta tra i due tipi di fibra è equivalente, anche se vi possono essere differenze sostanziali tra persona e persona. In più , nello stesso individuo, i vari muscoli possiedono proporzioni diverse delle fibre.
Studi recenti hanno dimostrato che con un allenamento specifico si può aumentare la quantità di uno o dell’altro tipo di fibre. E’ importante ricordare che è più facile potenziare le fibre rosse rispetto a quelle bianche. Ciò significa che basta poco allenamento sbagliato per vanificare mesi di preparazione atletica volti a potenziare le fibre bianche.
Innervazione - i muscoli striati sono sottoposti al controllo della volontà salvo qualche eccezione. L’eccitazione del muscolo può dipendere da vari stimoli: chimici, osmotici, elettrici, meccanici. Di norma la contrazione nell’individuo in toto è provocata dall’acetilcolina, che si libera in presenza della placca neuromotrice, messa in opera dal giungervi dell’impulso nervoso. Le singole fibre muscolari sono “isolate” tra di loro, e per compiere la propria azione ogni fibra è provvista di almeno una fibra nervosa di moto che penetra nel sarcolemma. All’interno del sarcolemma, la fibra nervosa si ramifica immergendosi in una sostanza granulare che rappresenta il residuo del protoplasma muscolare non differenziato. La combinazione di queste due sostanze costituisce la placca motrice terminale, attraverso la quale si produce la contrazione muscolare su stimolazione di una fibra nervosa motoria.
Ogni fibra nervosa motoria può innervare da tre a oltre cento fibre muscolari che si contraggono all’unisono formando una unità motrice.
Neurone: Un neurone tipico possiede un corpo cellulare, o soma, molte diramazioni, chiamate dendriti sensoriali e un lungo assone che termina in una o più stazioni sinaptiche.
A livello di ciascuna sinapsi, il neurone è in rapporto con altre cellule. I miliardi di neuroni del sistema nervoso presentano notevoli diversità strutturali, vi sono: i neuroni anassonici; i neuroni unipolari; i neuroni bipolari; i neuroni multipolari. Tra quest’ultimi troviamo i motoneuroni che controllano i muscoli scheletrici che e sono relativamente frequenti nel SNC. Possiedono diversi dentriti e un singolo assone che può avere uno o più collaterali. Ogni neurone deve adempiere cinque funzioni fondamentali:
- Riceve informazioni (input) dall’ambiente esterno o interno, oppure da altri neuroni.
- Integra le informazioni ricevute e produce un’adeguata risposta in forma di segnale (output).
- Conduce il segnale al suo terminale di uscita;
- Trasmette il segnale ad altre cellule nervose, muscoli o ghiandole
- Coordina le proprie attività metaboliche, mantenendo integra la cellula.
Ricettori muscolari: I muscoli scheletrici presentano meccanocettori e nocicettori. I meccanocettori sono deputati a “misurare” la lunghezza delle fibre muscolari e vengono chiamati recettori da stiramento. I più noti sono i fusi neuromuscolari e gli organi tendinei del Golgi.
Il fuso neuromuscolare consiste di terminazioni nervose sensitive che avvolgono speciali fibre muscolari chiamate fibre intrafusali. Queste strutture sono poste in parallelo rispetto alle normali fibre muscolari, definite extrafusali. Lo stiramento di una fibra intrafusale provoca una scarica di impulsi nel neurone sensitivo afferente detto I-a o II che innerva questa. I fusi presentano una porzione centrale, innervate dalla fibre afferenti e due porzioni apicali contrattili con una loro innervazione efferente motoria tramite i motoneuroni- y.
Fonte Athletic Training di Iole Sturaro e Sara Colognesi















