Helena Vidal, regista argentina, è la nuova palleggiatrice della Beng
ROVIGO- La regia quest’anno è stata affidata dalla Beng a Helena Vidal, atleta che nella passata stagione ha contributo molto alla promozione del Cerea in B1 e alla vittoria in Coppa Italia, successi ottenuti dalle veronesi grazie alle tre sconfitte inferte proprio alla Beng, due in campionato e una nella semifinale di Coppa. Helena è stata la prima nuova giocatrice ad accettare di far parte della squadra rodigina in questa stagione, è una giocatrice di primissimo ordine il cui cartellino appartiene alla società di Conegliano, squadra militante in serie A1, è una classe 1989, è nata San Juan in Argentina ed è alta 186 centimetri. Quest’anno oltre ad avere il compito di palleggiatrice ha anche quello di promuovere nelle scuole la pallavolo.
Il ruolo che Helena ricopre nella squadra è molto importante e fondamentale infatti è colui che ha la responsabilità di smistare i palloni per gli attaccanti. Situato in zona 2 quando è prima linea e in zona 1 quando è in difesa, a lui sono indirizzati tutti i palloni. Dotato di grande coordinazione deve sapervi integrare una tecnica di palleggio di altissimo livello. Leader, dentro e fuori dal campo, deve saper cercare la situazione tattica migliore per garantire la maggior efficacia al proprio attacco. Deve utilizzare la visione periferica per sfruttare ritardi negli spostamenti avversari, sfruttare il muro più debole, chiamare gli schemi più efficaci e imprevedibili, deve essere veloce e variare il gioco onde evitare di risultare prevedibile all’avversario.
Dall’Argentina come mai hai scelto di venire a giocare in Italia, sei venuta per via dea pallavolo o per altri motivi?
«Sono venuta per la pallavolo, ho giocato sette anni a Conegliano, la squadra che mi aveva chiamato dall'Argentina. A Conegliano sono arrivata con altre due giocatrici argentine, anche loro chiamate per far parte della squadra, poi siamo rimasti qui perché l'ambiente c’è piaciuto e ci siamo trovate bene. Poi l'anno scorso sono andata a giocare con il Cerea e quest’anno sono stata chiamata a Rovigo».
Sembra ci sia stato uno scambio voluto, Gloria Zandonà regista della passata stagione con la Beng è passata al Cerea, tu dal Cerea sei approdata alla Beng in questa stagione. C'è qualche motivazione particolare per questo scambio oppure è solo casuale?
«È stato casuale, si, si sono in tanti a chiedermi questa cosa, però è proprio casuale infatti la Beng mi ha chiamato appena finito il campionato facendomi una bella proposta, che io subito accattato. Successivamente ho saputo che Cerea aveva chiamato e Zandonà, ma tutto è stato casuale».
A disputare una B2 dopo aver militato in campionati più alti come ti trovi?
«Mi trovo bene perché alla fine la B2 è sempre una bella categoria, e poi quest'anno vorrei vincere il campionato come l'anno scorso con il Cerea, e anche Coppa Italia e poi magari più avanti si può cercare di andare un po' più in su della B1».
Avete già cominciato ad ingranare tra voi ragazze? E’ da luglio mi pare che avete iniziato a conoscervi.
«Si le altre avevano già iniziato prima mentre io sono arrivata dopo perché sono andata in vacanza in
Argentina dai miei.
Vedo che dalla prima amichevole che abbiamo fatto contro il Cerea ad oggi la sintonia tra noi è migliorata, lo noto anche negli allenamenti. Lì si vede che c’è un miglioramento continuo anche con Nicola (il coach ndr) che ci fa allenare e che ci fa fare tanta palla e quindi prima o poi questo deve far migliorare sicuramente ancora di più il nostro feeling, anche la partita contro la Fruvit lo ha evidenziato».
La Beng aveva già un bel gruppo affiatato l'anno scorso, qualcuno se n'è andato e altre sono arrivate, quindi penso si tratti di riformare quell'armonia che l'anno scorso è stata un'arma vincente. Il coach è anche lui nuovo ed è giovane, come vi trovate?
«Ma per adesso bene, ma penso anche più avanti, c’è anche tanta comunicazione che per me è fondamentale, importante, quindi mi piace come ci si allena».
Come ti trovi a Rovigo?.
“Mi trovo bene, anche come città, è piccola ma molto carina e poi ho visto che c'è sempre un po' di movimento, si vede un po' di gioventù».
Tu sei una palleggiatrice e sei anche molto alta, tant'è vero che spesso ci scappa anche la schiacciata. Questo è sempre stato il tuo ruolo o ne hai ricoperti altri?
«Ho giocato anche un po' centrale in Argentina, però, da quando sono arrivata in Italia mi hanno fatto fare la palleggiatrice, e questo è il mio ruolo».
Il fatto di essere così alta penso sia senz'altro un vantaggio per via dei muri e del che poi anche scherzare con efficacia.
«Beh ci sono i suoi pro e i contro, più piccole sicuramente si è più veloci, più alte c'è la possibilità, appunto, del muro e anche della battuta oltre che delle schiacciate. A questo proposito amo in particolar modo le schiacciate dalla seconda linea».
Quando eri a Conegliano hai legato con le tue compagne di squadra? Con loro ti senti ancora?
«Si, si ci sentiamo ancora con molte di loro, anzi spesso vado a trovarle perché abbiamo vissuto praticamente sette anni assieme, abitavamo insieme, andavamo a scuola insieme, insomma facevamo tutto assieme, eravamo una famiglia e avendo la mia lontana è chiaro che chi siamo legate molto».
La partita che ricordi con molto più piacere comprese quelle che fa in Argentina quale?
«L'anno scorso ho aver vinto con il Cerea il campionato e la Coppa Italia è stato da molto bello, sono bei ricordi ma anche tutti gli altri sono belle cose da ricordare, quindi non ne ho proprio uno in particolare».
C'è qualcosa che non ti ho chiesto che vorresti aggiungere?
«Vorrei soltanto dire che con la società attuale mi trovo molto bene, è una bella società e anche le ragazze mi trovo bene, sono simpatiche e hanno accolto bene noi nuove. Ci hanno fatto entrare facilmente nel gruppo, di solito i gruppi sono un po' più chiusi, invece loro ci hanno accolto facilmente e per questo sono molto contenta e ho tanta voglia di fare e soprattutto di fare bene.»














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